News

Sotto le rughe l’allarme botulino

La Stampa – 19 Aprile 2007

 

Lo specialista : si devono bandire i “filler”.
Denunce sui forum: troppi effetti collaterali


È una festa con luci soffuse, champagne e tanti buoni amici, tutti con lo stesso problema: le rughe. A un certo punto arriva il chirurgo estetico e, con sottofondo musicale, distribuisce le minuscole iniezioni che restituiscono la giovinezza (trovate le cronache su internet).

Le celebrità, com’è ovvio, preferiscono la privacy delle cliniche come quella di Jean-louis Sebagh, pioniere dei trattamenti beauty (liste d’attesa a Londra e a Parigi) che si è preso cura di Madonna, Cindy Crawford e Meg Ryan. Anche se le star hanno almeno una cosa in comune con le donne “normali”: sono disposte a tutto per una ruga in meno. Sono disposte ad ammalarsi. A passare grossi guai. E il punto di questi guai, lo fa oggi, all’Istituto Superiore di Sanità, il convegno dell’ISPLAD su “Terapie estetiche. Reazioni avverse ed effetti collaterali.

In parole povere, i disastri che il tentativo di essere più belle continua a provocare. Filler, laser, peeling e reazioni a cosmetici. Se negli anni scorsi grande imputato è stato il silicone, adesso Antonino Di Pietro, dermatologo, presidente dell’ISPLAD, punta il dito contro tutti i filler non riassorbibili, che considera ad altissimo rischio. I casi sono aumentati del 300% in tre anni: volti gonfi, deformati da granulomi. Dice Di Pietro: chiederemo che questi filler siano messi al bando.

Nel frattempo il re dei trattamenti estetici è diventato il botulino, la tossina che, previa spesa di 500-700 euro, paralizza per un periodo di tre-sei mesi i muscoli del viso, cancellando i segni d’espressione. La tossina dei miracoli.

I tutti i sensi. Se l’Allergan, produttrice del farmaco, è diventata un colosso, (oltre 600 milioni di dollari l’anno già nel 2005, i ricavi delle applicazioni negli USA aumentati del 1.500%).

Con un marketing rassicurante: niente rughe, subito! Niente effetti collaterali.

Sul sito americano si elencano le star felicemente botulinizzate, da Sylvester Stallone a Cher, da Liz Hurley alla scatenata Kim Cattral di “Sex and The City”.

Un’occhiata al foglietto illustrativo che accompagna il farmaco può suscitare però qualche preoccupazione. Il famoso “bugiardino”, per esempio, dice che il rischio di astenia e debolezza muscolare potrebbero rendere pericolosa la guida dei veicoli. Incidenti stradali dopo la pausa pranzo dedicata al trattamento? Forse è una preoccupazione esagerata. Qualche lamentela si trova nei forum americani, che collezionano un bel campionario di problemi: mal dio testa, dolore al volto, eritema.

Per curiosità, ecco i siti (www.ncbi.nlm.nih.govwww.dermatologytimes.comwww.cosmeticenhancement-sforum.com).

Esperti autorevoli come Emanuele Bartoletti e Nicolò Scuderi ribadiscono che il botulino non è pericoloso. Certo, una quantità eccessiva o un’iniezione nel muscolo sbagliato possono provocare assimetrie o effetti paralizzanti poco simpatici (vedi Carmen Di Pietro che, arrabbiatissima, si è fatta fotografare su Chi).

Il rischio, semmai, è che, vista la facilità del ringiovanimento, saltino le precauzioni. Spiega Di Pietro: il farmaco è stato autorizzato solo per attenuare il segno d’espressione tra le sopracciglia (il termine tecnico è rughe glabellari). Invece è usato anche per le zampe di gallina o i segni d’espressione attorno alla bocca. Come nel caso dei filler o del silicone, le donne sanno veramente quello che fanno? Alba Parietti continua a ripetere che se avesse capito bene a che cosa andava incontro, non avrebbe gonfiato così tanto le labbra.

Nel forum americano ci sono anche casi di “resistenza” (il botulino non fa più effetto, perché l’organismo produce anticorpi) e c’è persino una sciagurata che dichiara di voler aumentare il dosaggio all’infinito, a suo rischio e pericolo. Allora, il vero problema diventa la dipendenza. Come l’alcol e la droga. Una volta che hai cominciato, confessa Drew Barrymore, non puoi più smettere. Fai qualsiasi cosa, collagene, metacrilato, filo d’oro. Ma per questo non serve il chirurgo. Ci vuole, decisamente, lo psichiatra.

Di Roselina Salemi