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Botox: miracolo e bluff?

D – La Repubblica delle donne – 28 giugno 2008

CONTRO

Della tossina della bellezza si pensava di aver regolamentato tutto, il suo utilizzo e la sua commercializzazione. Di aver trovato pecche e soluzioni. E invece si torna a dibatterne. Grazie alle ricerche condotte dagli scienziati, il botox sembra destinato a diventare il Dottor Jekyll e Mr Hyde delle sostanze senza mai decidersi se essere a tempo pieno l’uno o l’altro. Molto di quello che si sapeva è stato messo in discussione: fa male, alcuni studiosi sostengono adesso, più di quanto si credesse. Eppure, fanno da controcanto altri esperti, proprio per i motivi che la rendono pericolosa potrebbe diventare l’aspirina del XXI secolo, capace di curare con precisione ed efficacia senza precedenti.

Consumatori all’attacco Public Citizen
L’allarme lo ha lanciato l’associazione dei consumatori statunitense Public Citizen con una petizione alla Food and drug administration. Nel database della Fda vengono riportati 180 casi di effetti collaterali per l’uso del botox, incluse 16 vittime, di cui 4 minorenni. L’Emea, omologo europeo della Fda, per due anni ha raccolto dati sugli effetti dannosi della tossina, rilevando dalla commercializzazione del botox oltre 600 casi, con 17 vittime. La metà dovuti alla diffusione della tossina oltre il luogo di iniezione, ritenuta non possibile fino alla recente scoperta di Matteo Caleo, scienziato del Cnr. Secondo la Danish medicines agency, gli effetti collaterali sarebbero emersi in casi di utilizzo sia terapeutico che cosmetico. L’Unione Europea ha informato tempestivamente gli addetti ai lavori, modificando le avvertenze sulle confezioni. Non così la Fda, bersaglio delle proteste dei consumatori americani.

Botulinomania: una strategia di marketing Antonino Di Pietro, dermatologo
“Il botox è un fenomeno di massa, costruito con un’abile azione di marketing internazionale che coinvolge aziende produttrici della sostanza e medici, e muove un giro di affari multimilionario. Il botox come antidoto all’invecchiamento? È un abbaglio preso da troppi medici – alcuni dei quali consulenti delle aziende che commercializzano la sostanza – incentivato dalle case farmaceutiche, che hanno diffuso un messaggio di grande impatto quanto insostenibile: il botulino è utile e innocuo. Per imporlo sul mercato, alcune aziende aggirano la questione dei potenziali effetti collaterali, su cui lo studio di Caleo ha gettato nuova luce. Faccio il dermatologo da 25 anni. Il botox è ammissibile come farmaco, per curare patologie importanti. Ma trovo insensato l’utilizzo di una tossina che paralizza i muscoli per cancellare le rughe. Molti pazienti dopo il botulino non si piacciono e non si riconoscono più: facce innaturali, fronti immobili, un triste spettacolo di ebetismo estetico. Ginnastica facciale, una migliore nutrizione e i filler (materiali di riempimento naturale) sono i modi salutari di intervenire sull’aspetto esteriore. Il punto è che ci sono troppe anomalie nel sistema. Le casistiche sono prodotte dalle aziende, in chiaro conflitto di interessi. In Italia l’utilizzo della tossina è consentito per legge solo tra le due sopracciglia, eppure i trattamenti in altri punti del viso vengono fatti in massa. Non conosciamo ancora gli effetti a lungo termine di iniezioni continue e ripetute a distanza di vent’anni. Inoltre, solo in rarissimi casi vengono riportati da pazienti e medici eventuali effetti collaterali. Una mia paziente ha avuto uno shock anafilattico e il medico che le ha salvato la vita non ha denunciato il caso. Ma se fosse successo in una clinica non attrezzata, forse ci avrebbe rimesso la vita”.

Per l’umore un’iniezione non basta David Sarwer, professore della Pennsylvania school of medicine di Philadelphia
Seni nuovi, nasi rifatti e pelle tirata non garantiscono la felicità. E neanche la salute psicofisica. Lo studioso David Sarwer, professore della Pennsylvania school of medicine di Philadelphia, ha scoperto che il 18 per cento dei pazienti operati per motivi estetici affronta il decorso imbottendosi di antidepressivi. Tra chi si sottopone a un intervento di chirurgia plastica per motivi di salute, invece, solo cinque pazienti su cento fanno uso di queste sostanze nei mesi successivi. Con grande sorpresa degli stessi studiosi, è stata dimostrata una connessione tra seni rifatti e suicidio. “È l’unico risultato indiscutibile delle nostre ricerche”, precisa Joseph McLaughlin, direttore dell’International epidemiology institute del Maryland. I numeri parlano chiaro: le donne che hanno impianti al silicone registrano una percentuale di suicidi quasi tre volte superiore alla norma. Nei 16mila casi esaminati dallo studio canadese, su pazienti che si sono sottoposte a trattamenti estetici come l’iniezione di botulino, la liposuzione, la percentuale di suicidi è doppia rispetto alla norma.

A FAVORE

Chiamatelo “bisturi molecolare” Matteo Caleo, Cnr
Il botulino potrebbe curare l’epilessia e numerose altre patologie. Non solo prevenzione, ma nuovi spiragli per la disciplina medica. Questo vede Caleo nel risultato della sua ricerca, durata un anno e mezzo. “Il botox è una tossina estremamente versatile, che invece di rimanere confinata nella parte del corpo dove viene iniettata si sposta, in percentuali minime ma significative, in zone adiacenti. Contrariamente a quanto si è pensato per decenni, la neurotossina botulinica di tipo A è insomma in grado di raggiungere il sistema nervoso centrale dopo somministrazione intramuscolare. Lo abbiamo dimostrato sui topi e potrebbe valere anche per gli esseri umani. Il nostro studio apre di fatto un nuovo campo di ricerca. La tossina è diversa da tutti gli altri farmaci, che richiedono dosi elevate e tempi di azione molto lunghi. Immaginatela come un bisturi molecolare, già presente in natura e scolpito nel corso di milioni di anni dall’evoluzione.
di Giuliano Di Caro