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Gli effetti inibitori del botulino

Via le rughe ma anche i sentimenti
Così il lifting cancella le emozioni

Scoperti i nuovi segreti del botulino: ecco gli effetti inibitori

PARIGI – Il lifting dei sentimenti. Più giovani fuori, meno sensibili dentro. I ricercatori della Columbia University avevano già lanciato l’allarme, ora alcuni scienziati svizzeri lo confermano. Il botulino non cancella soltanto le rughe ma anche le emozioni. Togliere un solco sulla nostra fronte corrucciata attutisce la percezione della rabbia. Senza le piccole pieghe intorno ai nostri occhi quando sorridiamo, la gioia di un momento diventa meno autentica. “Il modo di esprimere le sensazioni sul nostro viso condiziona direttamene l’intensità di ogni emozione” spiega Marcello Mortillaro, specialista del Polo di ricerca nazionale in scienze affettive di Ginevra che ha approfondito con un nuovo studio la ricerca americana pubblicata qualche mese fa, dal titolo “The effects of Botox injections on emoziona experience”.

La ruga scompare insieme al turbamento, l’apprensione, il piacere che esprime. E’ quello che gli esperti chiamano il “feed-back facial”. Il cervello trasmette ai muscoli facciali un’emozione, ma è poi l’espressione sul nostro viso di un momento positivo o negativo che ne rendono più intensa la percezione. La terapia è nata all’inizio del Novecento con i lavori dello psicologo americano William James. “Tremo perché ho paura, oppure ho paura perché tremo?” si domandava nel 1939 Jean-Paul Sartre nel suo “Abbozzo di una teoria delle emozioni”. Il filosofo esistenzialista riprendeva l’affermazione “Ho paura perché tremo” utilizzata da James che anteponeva così il corpo allo spirito, rovesciando l’antico dogma occidentale. Le discussioni intorno a questa teoria e al rapporto di causa ed effetto sono andate avanti per decenni, arrivano fino ai giorni nostri.

Quasi un secolo dopo, la rivoluzione degli interventi di chirurgia estetica e poi quelli apparentemente più superficiali come il botulino, capace di creare una micro-paralisi dei muscoli facciali mimici, hanno aperto una nuova frontiera  nello studio dei sentimenti. E alla fine gli studiosi della Columbia University hanno in qualche modo dato ragione a James: il Botox può, in alcuni casi, inibire un’emozione. Se non sorrido, non mi diverto. Se non tremo, non ho paura. Per fortuna, gli studi americani e svizzeri non sono categorici.

Ci sono infatti casi di persone con paralisi facciali provocate da un incidente in grado di provare gli stessi sentimenti degli altri. Non è insomma il caso di inquietarsi troppo, neanche per chi usa i ritocchi estetici.

“Di certo questi visi impassibili perdono la loro autenticità e sono meno comunicativi degli altri” racconta Marc Mehu, specialista della mimica facciale nel centro ginevrino e anche lui autore della nuova ricerca con Mortillaro.

Per gli scienziati svizzeri, ci sono alcuni indicatori sul nostro viso che mandano, attraverso la comunicazione non verbale, il segnale ai nostri interlocutori di un’emozione sincera. Per esempio, sono le piccole rughe intorno ai nostri occhi, assolutamente naturali e istintive, che fanno credere a un sorriso autentico, mentre quelle intorno alla bocca sono meno convincenti. Forse non ce ne rendiamo conto, ma qualcuna delle nostre rughe è davvero preziosa.

Di Anais Ginori

(Fonte: LA REPUBBLICA di LUNEDI’ 27 DICEMBRE 2010)