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Attenti al botox

Tutti i rischi che (ancora) non conosciamo

Speriamo che fra vent’anni, rivedendo quei visi impietriti, quei «sorrisi d’argilla», si inorridisca come si fa oggi al ricordo dei denti d’oro che tanto andavano di moda negli anni Cinquanta. Certo è che siamo in piena «botulinofilia»: ci si attacca alla tossina spiana-rughe come se fosse ecstasy o whisky in nome di un’idea tirannica, e assolutamente incontentabile, di perfezione.

Ma il botulino più belle non fa, anzi; conferisce una fissità «paralitica», che secondo studi recenti, blocca addirittura l’espressione delle emozioni. Se cosmetica non lo è più di tanto e duratura nemmeno (il beneficio si mantiene per quattro mesi al massimo), numerosi sono gli effetti collaterali spiacevoli (mal di testa per qualche giorno nel 3 per cento dei casi, abbassamento della palpebra, abbastanza frequente, che scompare in 3-4 settimane) e pochissimo indagati i potenziali rischi.

Manca un registro che segua le donne botulino-dipendenti nel tempo e gli eventuali problemi sono, per ora, frutto di segnalazioni aneddotiche, non di studi controllati. E poi c’è l’inquietante scoperta di un biologo del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa, Matteo Caleo, che nell’animale da esperimento ha dimostrato come la tossina botulinica possa risalire dal punto di iniezione fino al cervello. Si tratta di ratti, per fortuna. Ma…

(Fonte: Corriere della Sera – Sabato 23 Aprile 2011)