Rassegna stampa

Liberati dal botulino

Botulinfree. Uno spazio web in cui condividere conoscenze ed esperienze circa l’utilizzo della tossina botulinica. Il ‘bisturi chimico’ che cura malattie neurologiche e ‘spiana’. Ma sugli effetti collaterali si discute ancora.

Lo scorso aprile è avvenuto il debutto online di Botulinfree, portavoce del movimento della “Bellezza Autentica”.  Ci spiega la ragione dell’iniziativa?
Raccogliere testimonianze e news scientifiche sui pericoli legati all’uso della neurotossina. In più, pareri di personalità del mondo di moda, spettacolo, giornalismo e cultura sul significato della bellezza autentica. Che, ovviamente, è ‘Botulinfree’.

Non sono contrario all’uso della tossina nel trattamento di patologie con un impatto forte sulla qualità di vita di chi ne soffre, come ad esempio spasmi e distonie. Un conto è ricorrere al botulino per usi terapeutici, in cui il rapporto rischibenefici è sicuramente favorevole, altro è ricorrervi per ‘spianare’ qualche ruga, tenendo conto delle sempre più numerose segnalazioni di effetti indesiderati.

Ci può aggiornare?
L’ultima conferma arriva da una ricerca condotta all’Università di Calgari (Canada), pubblicata sul Journal of  Biomechanics. Gli scienziati canadesi hanno studiato per sei mesi gli effetti della tossina botulinica A su un gruppo di 18 topi di laboratorio, scoprendo che le zampine dove era stata iniettata la sostanza avevano subìto una perdita muscolare di oltre il 50%. In più hanno notato che la diminuzione di massa muscolare aveva interessato anche le zampine non trattate, suggerendo l’ipotesi che il botox possa avere effetti nocivi anche in quelle zone del corpo non direttamente interessate dall’iniezione.

Uno studio dell’Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa suggerisce che l’azione a distanza della tossina potrebbe essere conseguenza del suo trasporto lungo i fasci nervosi. L’esperimento è stato eseguito su roditori con quantità decisamente superiori di tossina botulinica rispetto a quella usata in campo cosmetico, ma i dati raccolti sono assolutamente degni di nota. La prudenza non è mai troppa, soprattutto quando il fine è di tipo estetico. Meglio abitudini salutari, come ginnastica facciale, buona nutrizione e filler riassorbibili. D’altronde ‘bellezza autentica’ non vuol dire trascuratezza bensì rispetto per la salute e l’unicità della persona.

Uomo avvisato….
Un’iniezione di botulino è, a tutti gli effetti, l’inoculazione di un farmaco, non una semplice ‘punturina’. “Con queste parola infantile – spiega Di Pietro -, la tossina botulinica è entrata nel linguaggio comune come portatrice di un beneficio praticamente esente da rischi. In realtà non è così, come peraltro accade per qualsiasi tipologia di
farmaco. A chi intende comunque sperimentare il farmaco consiglio innanzitutto di farsi leggere attentamente il bugiardino dal proprio medico”.

Molecola fuori controllo?
La tossina botulinica, fabbricata dal batterio clostridium, è il veleno più potente conosciuto. Blocca la comunicazione nervosa a livello delle sinapsi, perché degrada un proteina, detta SNAP-25, coinvolta nel processo
di rilascio del neurotrasmettitore (acetilcolina) alle terminazioni nervose, causando la paralisi del muscolo. In
medicina la tossina è utilizzata per il trattamento di una serie di patologie caratterizzate da ipereccitatabilità dei
terminali nervosi (distonie, spasticità), quindi che necessitano di un effetto miorilassante. Nonostante il suo esteso utilizzo, non sono ancora completamente chiari i meccanismi di trasporto intracellulare. Ricerche attestano che il botulino può agire anche a distanza dal sito di somministrazione. Le azioni a distanza contemplano casi di diffusione a muscoli adiacenti, ma anche di migrazione a livello di sistema nervoso centrale, a seguito della somministrazione intramuscolare della tossina.

(Articolo di Raimonda Boriani – Fonte: Imagine del 6 giugno 2011)

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