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Sull’impiego del botulino

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Belle senza botox – In relazione all’ articolo pubblicato sul Corriere il 3 marzo , «Picotage e soft peeling, la scelta di Isabella (bella senza botox)», riportante un’ intervista al dottor Antonino Di Pietro, il Collegio delle società scientifiche italiane di medicina estetica Agorà-Sies-Sime presiedute da Alberto Massirone, Maurizio Priori e Carlo Alberto Bartoletti ha richiesto una rettifica sulle informazioni errate in ambito scientifico e precisamente: non appare opportuna la contrapposizione tra un uso della tossina botulinica per altre patologie rispetto all’ impiego, della stessa, per uso estetico, autorizzata a tal fine dall’ Aifa, in linea con l’ importante obiettivo sancito dall’ Oms del raggiungimento del benessere fisico, psicologico e sociale.

Le precisazioni riguardano le seguenti frasi tratte dall’ articolo in questione: «Uso off label – trattamenti vietati»: i trattamenti con tossina botulinica a finalità estetiche che avvengono in zone anatomiche diverse dalla glabella, se supportati da riconosciuta letteratura internazionale, informazione e consenso del paziente avvengono ai sensi e per gli effetti della legge numero 94/98 in vigore in Italia che disciplina l’ uso cosiddetto off-label dei farmaci; pertanto l’ impiego è lecito. «L’ effetto collaterale è che si blocca la mimica facciale»: il miorilassamento dei muscoli trattati con il farmaco a base di tossina botulinica di tipo A rappresenta l’ effetto terapeutico del farmaco, e non un «effetto collaterale» che procurerebbe un danno temporaneo, come erroneamente riferito nell’ articolo.

«Non andate oltre 2-3 trattamenti»: nessun dato scientifico è in grado di giustificare che dopo 2-3 trattamenti con tossina botulinica vi sia assuefazione, e che per ottenere l’ effetto terapeutico, dal quarto trattamento, è necessario aumentare la dose del farmaco; detta affermazione è da ritenersi completamente infondata. «La letteratura scientifica è ancora troppo recente»: gli studi scientifici relativi alla tossina botulinica in campo medico risalgono a oltre 40 anni fa e per l’ utilizzo in medicina estetica ad oltre 20 anni, con ampia letteratura riconosciuta in campo internazionale. Non si sono mai registrate complicanze importanti, e soprattutto mai danni permanenti in medicina estetica «Le altre soluzioni»: le soluzioni terapeutiche proposte nell’ articolo come alternative all’ impiego della tossina botulinica, hanno altre finalità terapeutiche e sono, pertanto, erroneamente indicate quali alternative.

«Controllate il medico (uno specialista)»: l’ impiego della tossina botulinica di tipo A è riservata al laureato in medicina e chirurgia, opportunamente formato nell’ uso del farmaco, ma non è necessario che sia in possesso del titolo di specialista. Il testo integrale della rettifica è disponibile su www.collegiomedicinaestetica.it Federica Lerro, avvocato Ufficio legale del Collegio delle società scientifiche italiane di Medicina estetica Emigrare per lavoro In una lettera sul Corriere del 27 febbraio ho letto che il signor Colombo esprime entusiasmo per sua nipote che è stata assunta da un’ azienda in Svizzera. Emigrare per lavorare non mi pare che sia motivo per rallegrarsi troppo. Io ho due figli che hanno sempre lavorato gratis come stagisti: debbono emigrare? – Roberto Vicari, Mediglia (Mi)

Pagina 43
(25 marzo 2012) – Corriere della Sera

Sull’impiego del botulino

Il professor Antonino Di Pietro ribadisce quando segue in merito alla rettifica apparsa ieri a pagina 43 del Corriere della Sera sulla sua opposizione all’impiego indiscriminato della tossina botulinica. È vero che l’unico trattamento con tossina botulinica in campo estetico approvato dal Food and Drug Administration e dal ministero della slute italian, è solo quello volto allo spianamento temporaneo delle rughe glabellari poste tra le sopracciglia. Dunque, il singolo medico, indipendentemente dalla sua abilità nell’inettarlo, si assume integralmente la responsabilità dell’uso a tappeto del botulino.

La richiamata legge 94/98 disciplina l’uso “fuori indicazione” dei farmaci oncologici in situazioni estreme. Non è vero che il Professor Di Pietro abbia mai detto che l’uso del botulino è vietato: egli ha spiegato che il suo utilizzo non è autorizzato per tutte le altre zone del corpo al di fuori delle rughe glabellari. È vero che la tossina provoca la paralisi del muscolo, posto che, solo così, si spianano le rughe. È altresì vero che l’effetto collaterale è la paralisi della mimica facciale per il periodo di efficacia del farmaco.

Fino all’assuefazione e alla progressiva necessità di aumentarne la dose. L’approvazione della tossina botulinica per usi estetici è avvenuta negli Usa nel 2002 e in Italia (per le sole rughe glabellari) nel 2004. Peraltro, anche secondo l’Agenzia Italiana del farmaco, non si possono escludere pericolose migrazioni del botulino dal punto di iniezione.

Le altre affermazioni contestate non sono dichiarazioni del professor Di Pietro bensì patrimonio culturale del giornalista che comunque sia, è in generale condiviso dal professore. L’essenziale è che il paziente pretenda di leggere nel sbugiardino la verità sulle modalità di impiego e sugli effetti della tossina botulinica.

Avv. Annamaria Bernardini de Pace

>> Scarica l’intervento originale (tratto dal Corriere della Sera, 26 marzo 2012, pag. 37)